• Enrico Briguglio

Un anno senza Enrico.
Un anno lunghissimo ed interminabile.
Un anno che è sembrato più lungo, nel corso del quale non ci siamo abituati né rassegnati alla sua assenza.
É sembrato interminabile, perché più dure sono apparse le difficoltà, senza il suo conforto, i suoi consigli, senza le sue parole che arrivavano precise e puntuali, al momento giusto.
Un anno che è sembrato più triste, perché più tristi erano anche le occasioni più felici, perché macchiate dal suo incolmabile vuoto.
Meno dolci sono sembrati i nostri brindisi, perché il primo sorso aveva il sapore amaro della sua assenza.
È impossibile non pensare ad Enrico tutte le volte che ci riuniamo, per discutere o per brindare, e spesso, ci sorprendiamo a chiederci cosa avrebbe fatto, come avrebbe risposto, chi avrebbe mandato a quel paese.
É impossibile non alzare il calice e ricordarlo tutte le volte che siamo seduti attorno ad una tavola.
Anche oggi brinderemo ad Enrico, in suo ricordo, per quello che è stato, per quello che è, per quello che per noi sempre sarà.