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Salvatore Vicari

Vicari
Noto (SR)

A sette anni, lasciato solo a casa, ha preferito gli ortaggi ai giochi e ha cucinato la sua prima melanzana alla parmigiana, incuriosito da quel gioco di colori e consistenze. Oggi come allora, la cucina è per Salvatore Vicari un regno da governare, un continente da esplorare. Spinto, pur correndo qualche rischio, dall’attitudine innata a sporgersi i confini del già conosciuto e mettersi alla prova. La stessa attitudine che poi gli ha fatto lasciare Giurisprudenza per il suo primo amore: la cucina, appunto. Qui si è cimentato con la fatica dell’autodidatta “che - dice lui - richiede il doppio della dedizione, ma regala anche il doppio della soddisfazione”. Si considera uno studioso e un artigiano, “per mettere scienza e tecnica al servizio di ogni ingrediente e della sua versatilità”. E per lui il territorio è un valore ma mai un limite: la cucina di Salvatore Vicari è una sintesi, essenziale definizione dell’Isola, tra il mare e la terra, “perché la natura ce li fa sperimentare in un’armonia perfetta, che sarebbe ingiusto separare”.

Salvatore
Vicari